“Voglio cambiare lavoro!” Quante volte te lo sei detto? Sai ormai da tempo che il tuo lavoro non è quello che vorresti fare realmente. Parli di progetti, di sogni, dei tuoi interessi e noti che non si intersecano neanche minimamente con il tuo lavoro. Questo ed altri segnali potrebbero essere indizi che ti mostrano che è l’ora di fare il grande passo e cambiare strada. Vediamoli insieme.

Come capire se cambiare lavoro: ecco i segnali!
Ci sono diversi segnali che ti aiutano a capire quando è il momento di cambiare lavoro. Vediamoli assieme:
- Esci dall’ufficio pieno di stress, triste o arrabbiato: È il momento di cambiare lavoro quando ha un effetto negativo sulla tua quotidianità e ti condiziona la vita anche al di fuori. Se prima eri pieno d’energie, ora sei spento. Amici e parenti notano il tuo malumore.
- Ti chiedi: “Ma chi me lo fa fare?”: Hai la sensazione di fare uno sforzo enorme ad alzarti al mattino e recarti al lavoro.
- Non c’è work-life balance: Hai l’impressione che il lavoro ti assorba totalmente e hai provato a parlarne con il tuo datore di lavoro e ha minimizzato la tua condizione. Ti senti poco compreso dal punto di vista emotivo.
- Sei pagato poco: È inutile che ci giriamo attorno: la soddisfazione non deve essere solo emotiva ma anche economica. Un datore di lavoro che ti paga poco e ti fa lavorare troppo svaluta la tua persona e a quel punto non si tratta più di lavoro ma di sfruttamento.
- Hai la sensazione di non stare imparando più nulla: Al contrario, ripeti come una macchina le stesse azioni. Naturalmente ogni lavoro porta con sé anche una routine, su questo non vi è dubbio. Quando, però, quella routine diventa noia, è il momento di guardarsi attorno e pensare a possibili soluzioni.
- Non trovi un senso nel tuo lavoro: Senti che hai ciò che è stato definito un bullshit job, come descritto da David Graeber nel suo omonimo libro.
- Non vorresti mai fare il lavoro del tuo capo: Se sei una figura Junior, ammiri la passione e l’impegno dei tuoi colleghi Senior, ma non vorresti mai essere al loro posto. Questo non è dovuto al fatto che ci sono più responsabilità legate al lavoro, ma piuttosto al notare la loro passione che invece tu non hai.
- Hai un brutto rapporto con i tuoi colleghi: A nessuno piace lavorare con colleghi dispettosi, invidiosi e giudizievoli. Naturalmente non aspettarti di andare d’accordo con tutti, ma in un ambiente di lavoro rispettoso devi sentirti accettato come persona, nei tuoi pregi e difetti.
- Vivi in un clima di terrore: A qualunque minima disattenzione sei minacciato di perdere il lavoro. Il tuo datore di lavoro si comporta in modo scorretto con te e non sai più come reagire.
- Controlli spesso l’orologio e sbuffi già a prima mattina appena essere arrivato in ufficio: Passi da compiere per sapere se è davvero l’ora di cambiare lavoro.
Passi da compiere per sapere se è davvero l’ora di cambiare lavoro
- Chiedersi il perché si desidera cambiare lavoro: Si tratta solo di un periodo difficile o, al contrario, si nasconde qualcosa di più?
- Il problema è davvero il lavoro? Può capitare di sfogare stress e frustrazioni sul lavoro, quando in realtà i problemi che si hanno sono altri. Per questo motivo, è bene analizzare la propria condizione e le proprie emozioni in generale prima di prendere una decisione.
- Chiedersi se il problema sia il settore in cui si è lavorato o l’azienda: Nel primo caso, si può chiedere ai propri superiori se ci sono opportunità di lavoro aperte in altri dipartimenti.
- Valutare pro e contro prima di giungere ad una decisione definitiva: Questo passaggio è importante per evitare di prendere una decisione d’impulso, presi da una sensazione del momento che potrebbe anche cambiare.
Errori da non fare
1. Non cambiare lavoro solo perché sei impaziente
Certo, tutti desideriamo un salario più alto, maggiore flessibilità di orari e magari anche una posizione migliore in azienda. Tutte queste cose, però, non nascono dall’oggi al domani. Hanno bisogno di tempo. Sii paziente e vedrai i frutti del tuo lavoro.
2. Non credere nelle tue capacità
Se non cambi lavoro solo perché pensi di non farcela…beh, hai già perso in partenza. Bisogna sapere valorizzare le proprie abilità, per esempio riconoscere le proprie soft skill oppure le conoscenze tecniche che si è maturato in anni di lavoro. Certamente c’è sempre qualcosa di nuovo da imparare ma è importante non buttarsi giù. Se non si ha esperienza lavorativa, poi, non bisogna pensare di essere inutile. Se sei giovane e sveglio, devi pensare che anche queste sono abilità ed un’azienda seria sarà disposta ad investire sulla tua formazione. Informati sulle possibilità di stage in azienda e metti alla prova le tue capacità!
3. Avere paura del cambiamento
Se resti dove sei solo perché hai paura di fallire, allora forse dovresti cambiare prospettiva. Il vero fallimento è proprio far sì che la paura vinca sulla tua volontà di migliorare le tue condizioni lavorative.
Cambiare lavoro: cosa fare concretamente?
1. Chiedersi se è possibile trovare un compromesso
Ad esempio, il lavoro ti piace e la paga è troppo bassa? Dopo aver maturato abbastanza esperienza, chiedi un aumento. Pensi di fare troppe ore di lavoro? Evita di fare gli straordinari e chiedi qualche ora di permesso o qualche giorno di ferie per riposarti un po’ o semplicemente chiedi all’azienda orario più flessibili. Il tuo lavoro ti piace ma vorresti espandere i tuoi orizzonti? Offrirti di partecipare ad un seminario o a un corso di aggiornamento o comunica al tuo capo che desideri acquisire conoscenza in altri settori. Stai certo che apprezzerà la tua voglia di fare e ti verrà incontro se crede nel tuo potenziale.
2. Domandarsi sulle possibili alternative
In che settore vuoi lavorare? Cosa sei disposto a sacrificare? Dove trovare lavoro nel settore in cui sono specializzato? Rimettersi in gioco sul mercato lavorativo non è semplice, ma è d’obbligo informarsi sulle possibilità e rendersi conto di se fanno al caso proprio.
3. Prendere in considerazione i possibili rischi
Cambiare lavoro significa lasciare il noto per l’ignoto e non sempre è la scelta giusta. Se accetti di cambiare lavoro, accetti anche la conseguenza che possa andare peggio. Inoltre, abituarsi ad un nuovo ambiente di lavoro può essere stressante. Dunque, bisogna mettere in conto che passare da una posizione ad un’altra o da un’azienda all’altra significa affrontare piccoli o grandi cambiamenti, che in un primo momento possono anche spaventare.
Ogni quanto cambiare lavoro
Decidere ogni quanto cambiare lavoro dipende da diversi fattori e non c’è una risposta che sia valida per tutti. Molti recruiter e career coach consigliano di rimanere in una data posizione almeno due anni, in modo da acquisire esperienza preziosa e non essere visto come un job hopper. Tuttavia, non è una regola valida per tutti e dipende anche dal mercato di riferimento e dalla situazione personale ed economica in cui ti trovi.
Più che ogni quanto cambiare lavoro, bisogna porsi le seguenti domande:
- Sto acquisendo esperienza e competenze utili per la mia carriera futura?
- Sono soddisfatto del mio lavoro o dell’azienda in cui mi trovo?
- Ci sono possibilità di crescita nel mio ruolo?
- Mi sento rispettato e valorizzato?
- Sono motivato nel mio lavoro?
- Sono retribuito adeguatamente?
- Ci sono opportunità più interessanti sul mercato?
- Sono pronto ad una nuova sfida?
Rispondendo a queste domande, potremo farci un’idea su se sia il caso cambiare lavoro o meno.
Ogni quanto cambiare lavoro: cosa consigliamo
Consigliamo un cambio di carriera quando si vuole dare una svolta al proprio CV e acquisire competenze nuove, soprattutto quando si è in una situazione stagnante. I recruiter considerano positivamente persone che hanno acquisito maggiori competenze e responsabilità nel tempo. Per questo motivo, il tuo curriculum deve mostrare una certa progressione nel tempo. Questa può essere messa in evidenza da un cambio di job title o acquisizione di maggiore responsabilità nel proprio ruolo.
Cosa rispondere quando ti chiedono perché vuoi cambiare lavoro
Quando un recruiter ti pone questa domanda, è importante sapere che lo fa per due motivi:
- Capire la tua motivazione: Vuole capire perché ti sei candidato proprio per quell’azienda e se sei veramente motivato.
- Identificare potenziali red flag: Sta cercando di capire quali sono le motivazioni per cui tu potresti abbandonare l’azienda in futuro.
Il secondo motivo è molto più importante del primo ed è spesso sottovalutato dai candidati. Per questo motivo, è importante riflettere sulla risposta e presentarsi il più possibile come un candidato che sta cercando un’opportunità a lungo termine e un ambiente più consono al proprio modo di lavorare.
Cosa non fare
- Non criticare l’azienda attuale: metti in evidenza quanto l’esperienza acquisita finora ti sia stata preziosa e quanto tu sia riconoscente di quanto hai imparato. Mantieni un atteggiamento professionale e positivo. Anche se hai avuto esperienze negative, non menzionarle. Non interessano al tuo nuovo datore di lavoro. Piuttosto, concentrati sulla tua motivazione e passione per il nuovo ruolo.
- Parlare solo di motivi personali: non concentrarti su motivazioni di natura personale come acquisire uno stipendio più alto, voler lavorare da remoto o avere orari più flessibili. Questi potrebbero essere la tua motivazione reale, ma non condividerla con i recruiter.
- Essere vago nella risposta: se sei troppo vago nella tua risposta, puoi dare l’impressione di essere una persona insicura o disinteressata.
Cosa fare
- Mostra interesse per la nuova azienda e per i progetti a cui sta lavorando: nei colloqui di lavoro, mantieni un atteggiamento positivo. Fai domande che mostrino concreto interesse per la posizione e per l’azienda. Fai trasparire passione ed entusiasmo.
- Sottolinea l’allineamento tra le tue competenze e il nuovo ruolo: spiega come il tuo percorso professionale e le tue competenze siano proprio quello di cui l’azienda ha bisogno in quel momento. Sottolinea in che modo aiuterai loro a raggiungere gli obiettivi di cui si sono prefissati. Dalla tua risposta si deve evincere che non stai scappando dal tuo ruolo precedente, ma che ti stai muovendo verso una nuova posizione.
- Mostrati proattivo e desideroso di imparare: specialmente se sei una figura più junior, dimostra la tua passione per quel ruolo e il tuo interesse nella crescita personale e professionale.
- Quantifica la tua risposta: se hai KPI concreti che misurino il tuo successo nel tuo ruolo attuale, menzionali. Per esempio, puoi dire che hai contribuito alla crescita annua del fatturato del 30%, hai ha ridotto il tempo medio di risposta del 40% o hai aumentato il tasso di soddisfazione post-contatto dal 78% al 91%.
Possibile risposta a “Perché vuoi cambiare lavoro?”
Non c’è una risposta perfetta a questa domanda. Tuttavia, ti consigliamo una struttura simile:
- “Ho imparato molto nel mio ruolo attuale…”
- “…ora sto cercando una nuova sfida che mi permetta di crescere / mettere in pratica le mie competenze in [X], trovare un ambiente di lavoro [X] …”
- “…ed è proprio questo che mi ha colpito nella vostra azienda / offerta di lavoro.”
Cosa rispondere quando ti chiedono perché vuoi cambiare lavoro: Un esempio concreto
- Negli ultimi anni ho avuto l’opportunità di crescere molto nel mio ruolo attuale. Più precisamente, ho avuto modo di gestire campagne su scala internazionale che hanno contribuito a un aumento del fatturato annuo del 35% e a una riduzione del costo per acquisizione del 22%.
- Adesso sento che è arrivato il momento di affrontare una nuova sfida in un contesto più strategico, dove possa non solo gestire l’esecuzione, ma anche contribuire alla definizione della direzione del brand e alla leadership del team.
- Proprio per questo ho trovato molto interessante la vostra posizione: mi piace il vostro approccio integrato tra dati, brand building e internazionalizzazione. Ritengo che la mia esperienza e le mie competenze possano contribuire concretamente al vostro percorso di crescita.
Cosa valutare quando si cambia lavoro
Quando si cambia lavoro, bisogna prendere in esame il settore (ad esempio chimico, farmaceutico, bancario e così via), la posizione nell’azienda (per esempio venditore, addetto alla contabilità, sales manager, social media manager, impiegato nelle risorse umane, ecc.), la grandezza dell’azienda (PMI, studio associato, organizzazione, grande azienda, multinazionale e così via), lo stadio di sviluppo dell’azienda (startup o impresa ormai stabilita da tempo), il luogo di lavoro (nella stessa città o paese in cui vivi, in una città vicina, in italia, all’estero e così via), la tipologia di contratto (collaborazione occasionale o tramite partita IVA, part-time, full-time, a tempo determinato o indeterminato) e le modalità di lavoro (online tramite telelavoro, in negozio, in ufficio, in hotel, ecc.).
Non bisogna poi assolutamente dimenticare di valutare lo stipendio che si riceve e tenere in conto anche la propria personalità, ovvero se si è un leader, se si preferisce lavorare autonomamente, se si è molto socievoli e si vuole lavorare a contatto con il pubblico, se si lavora volentieri in team e così via. Tutti questi fattori sono decisivi nella scelta di un nuovo lavoro.
A chi rivolgersi per cambiare lavoro
Per trovare lavoro ci sono diverse possibilità. Per esempio, si può ricercare posizioni interessanti su siti web specifici, su social network specializzati come LinkedIn oppure rivolgersi ad agenzie del lavoro.
Il servizio offerto da Aiuto Lavoro
Il team di Aiuto Lavoro si mette a disposizione per migliorare il tuo curriculum, tradurlo in diverse lingue europee e metterne in evidenza i punti di forza. Allo stesso modo, ti offre una serie di corsi e seminari specifici per acquisire nuove conoscenze in settori richiesti dal mercato del lavoro. Ma non finisce qui: offriamo anche vere e proprie simulazioni di colloqui, sia telefonici che online! Per maggiori informazioni, puoi contattarci via mail attraverso il modulo di contatto che trovi in questa pagina.
Le agenzie del lavoro
Le agenzie del lavoro nascono dalla volontà di trovare un punto d’inconro fra domanda e offerta. Esempi di Agenzie del lavoro sono Randstad e Adecco. Si occupano della ricerca del personale e delle procedure burocratiche relative all’attivazione dei contratti di lavoro per conto dell’aziende. Sostengono anche i candidati, inviando loro offerte di lavoro in linea con le loro competenze professionali e aiutandoli in fase di selezione ed assunzione.
Ricerca tramite siti web con annunci di lavoro
Ci sono anche dei siti specifici dove trovare diverse offerte di lavoro. Fra quelli più famosi, ricordiamo:
- Indeed, un motore di ricerca dove le aziende possono pubblicare un annuncio relativo ad una posizione specifica;
- Monster, altro sito specializzato e molto affidabile per la ricerca di lavoro;
- Social network come LinkedIn, particolarmente utile per chi desidera lavorare in azienda e ha già un buon curriculum o aspira ad una carriera in un’azienda media o grande. Su LinkedIn puoi sia cercare offerte di lavoro sia farti notare da potenziali recruiter.
